Nelle ultime settimane sono emerse con evidenza la contraddizione e l’insufficienza del sistema di
accesso alla formazione medica universitaria e specialistica, inadeguato sia per quanto riguarda i
criteri di programmazione sia per quanto riguarda la valorizzazione del merito. Da tempo ampi
settori delle comunità accademiche e delle categorie di riferimento, oltre alle rappresentanze
studentesche, hanno rilevato le criticità di un sistema ormai cronicamente inefficiente: gli ultimi
avvenimenti non sono altro che gli strascichi più evidenti di questa situazione di precarietà.
A mancare è innanzitutto una prospettiva di programmazione. È evidente la necessità di coordinare
l’accesso al corso di laurea e la formazione specialistica, nell’ottica di un adeguamento alle effettive
esigenze del Sistema Sanitario Nazionale. Il divario che si sta creando tra il numero di studenti che
accedono al percorso universitario e il numero di contratti di formazione specialistica disponibili
rischia di assumere per il prossimo futuro una dimensione inquietante.
Inoltre: la continua incertezza relativa alle date dei test, ai loro contenuti, alle modalità e alle
garanzie di legittimità e regolarità del loro svolgimento, ha determinato negli ultimi anni un vero e
proprio “malessere” negli studenti. Si è resa palese la carenza di affidabilità del sistema. Un
sintomo del disagio è l’ingente mole di contenzioso amministrativo che si è accumulata in questi
anni a seguito del sempre più diffuso impiego del ricorso, che è in sé uno strumento legittimo di
tutela dei diritti degli studenti, progressivamente trasformatosi in un “metodo alternativo” di
accesso.
Il CLDS (Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio), insieme alle altre rappresentanze
studentesche, anche tramite il CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari), ha fatto
pervenire nell’ultimo anno al Ministero diversi appelli per una rimodulazione del sistema di
ammissione ai corsi di Medicina, riproponendo a più riprese l’istituzione di un tavolo di confronto
sull’accesso programmato. In risposta si sono avuti soltanto annunci e slogan da prima pagina, mai
seguiti dall’avvio di un confronto serio. Neanche le intenzioni riguardo al prossimo test appaiono
chiare, nonostante la recente richiesta da parte del CNSU, su proposta del CLDS, di accelerare i
tempi di decisione nell’interesse degli studenti che vi parteciperanno.
In questi giorni anche la Conferenza dei Presidenti di Corso di Laurea si è espressa con decisione,
dichiarando lo stato di agitazione e preannunciando la possibilità di autosospensione e di dimissioni
di tutti i Presidenti dei CdL in Medicina se il MIUR non risponderà tempestivamente ai crescenti
problemi cui devono far fronte le sedi universitarie.
Detto tutto ciò, sottolineiamo che chiunque sia entrato con ricorso è a tutti gli effetti uno studente di
medicina. Non possono essere tollerate discriminazioni né da parte di colleghi studenti né da parte
di professori. Il progressivo isolamento dei ricorsisti, il tentativo di limitare o ostacolare la loro
possibilità di formazione, non rappresenta in nessun senso una soluzione al problema. Al contrario,
il compito dell’Università è garantire la formazione di tutti gli studenti che accedono agli studi. In
alcune sedi ciò sta già avvenendo, grazie all’impegno di alcuni docenti che hanno attivato linee
aggiuntive e corsi di recupero per coloro che hanno perso la prima parte del semestre.
Stiamo facendo tutto il possibile a sostegno delle migliaia di studenti di medicina e di aspiranti tali
che affrontano questa situazione grave di precarietà. Al CNSU e in tutte le sedi in cui siamo
presenti, stiamo proponendo un dialogo con le istituzioni alla ricerca delle soluzioni. Attendiamo
una risposta da parte del Ministero.
O vogliamo aspettare che la situazione peggiori?

CLDS – Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio

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